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Dopo aliens.gov per ICE settanta miliardi ancora

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ICE settanta miliardi dal Senato USA

ICE Settanta miliardi . E meno controllo.

Il Senato sblocca i fondi per la macchina delle espulsioni fino alla fine del mandato Trump. Cinque mesi dopo l’uccisione di due cittadini a Minneapolis.

per ICE settanta miliardi. E meno controllo

Nelle prime ore di venerdì 5 giugno 2026, dopo una seduta-fiume di diciotto ore, il Senato degli Stati Uniti ha approvato 70 miliardi di dollari aggiuntivi per ICE e Border Patrol. Il voto è 52 a 47. Cinque mesi dopo l’uccisione di due cittadini a Minneapolis, la risposta delle istituzioni alla macchina delle espulsioni è una sola: più soldi, meno controllo.

Più soldi, meno controllo

Non è soltanto la cifra a contare. È la forma. Il pacchetto è passato al termine di una maratona di circa diciotto ore di voti sugli emendamenti, grazie a una manovra di riconciliazione di bilancio che ha permesso ai repubblicani di aggirare l’ostruzionismo e approvare il testo senza un solo voto democratico. Il finanziamento è pluriennale e obbligatorio: copre ICE e Border Patrol per tutto il resto del mandato Trump e le mette al riparo dai futuri scontri di bilancio e dalle minacce di shutdown.

Tradotto: le due agenzie vengono sottratte al normale ciclo di approvazione annuale, e con esso al controllo periodico del Congresso. L’unica repubblicana a votare no, Lisa Murkowski, non ha contestato i fondi a ICE in sé, ma il metodo: finanziare un’agenzia coercitiva con stanziamenti pluriennali e obbligatori, ha avvertito, crea un precedente, un pendio così scivoloso da cui sarà difficile risalire. Il testo passa ora alla Camera, attesa la prossima settimana, per il via libera definitivo.

Cinque mesi dopo Minneapolis

I democratici bloccavano questi fondi da gennaio, dopo che agenti federali avevano ucciso due cittadini statunitensi a Minneapolis. Cinque mesi dopo, quelle morti vengono ripagate con più denaro e meno vincoli. E i numeri rendono la scelta ancora più netta. I settanta miliardi si sommano ai circa centosettanta già stanziati nel 2025 per la campagna di deportazioni di massa: secondo gli stessi conti del Congresso le agenzie disponevano ancora di circa cento miliardi non spesi, eppure i repubblicani hanno accusato i democratici di voler «definanziare» ICE.

L’obiettivo dichiarato è arrivare ad almeno un milione di espulsioni l’anno, con retate sempre più frequenti anche in fattorie, aziende agricole e cantieri. È la stessa macchina che oltre quattrocento giudici federali hanno dichiarato fuori legge più di quattromila volte, e che nel 2025 ha trattenuto persone a un ritmo mai registrato, con decine di morti in custodia. A questo apparato il Senato ha appena consegnato la più grande dotazione della sua storia. Per i prossimi tre anni l’agenzia avrà denaro garantito qualunque cosa accada in aula o alle urne.

Il fondo per gli alleati

Nello stesso pacchetto sopravvive un fondo da circa 1,8 miliardi destinato a risarcire chi sostiene di essere stato vittimizzato dallo Stato federale: di fatto, denaro pubblico per compensare gli alleati del presidente. I democratici lo hanno bollato come un «fondo-mancia». A volerlo cancellare, però, non sono stati solo loro: una pattuglia di repubblicani — tra cui la stessa Murkowski, Thom Tillis, Bill Cassidy e Susan Collins — ha tentato a più riprese di stralciarlo.

Ogni emendamento è stato respinto. Il leader della maggioranza John Thune ha liquidato la questione come «chiusa», citando la testimonianza del procuratore generale facente funzioni Todd Blanche, secondo cui il Dipartimento di Giustizia non avrebbe dato seguito al fondo: una rassicurazione verbale al posto di un divieto scritto. I repubblicani hanno ingoiato il rospo e votato comunque.

Si finanzia la macchina. Si blinda dal voto. E si chiede ai cittadini di alimentarla con le proprie segnalazioni. Tre mosse, una sola direzione. Un’agenzia che ha ucciso cittadini, che riempie i suoi centri di detenzione e che i tribunali dichiarano fuorilegge a ripetizione viene premiata con settanta miliardi e sottratta al controllo del Congresso per gli anni a venire, mentre un fondo pubblico mette al riparo gli amici del potere. È la fotografia di un potere che si autofinanzia e si sottrae al giudizio di chi dovrebbe controllarlo. Possiamo ancora chiamarla democrazia?

Romano Dellamore kratologos.it

Leggi anche: Papa Leone a Lampedusa contro la macchina di deportazione di Trump e Palantir

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Fonte: https://kratologos.it/ice-settanta-miliardi-senato-deportazioni/ · Romano Dellamore, kratologos.it · Pubblicato il 6 Giugno 2026

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