
Peter Thiel in Argentina: l’uomo che arriva sempre prima
Aprile 2026. Peter Thiel atterra a Buenos Aires a bordo del suo Gulfstream G550. Con lui il marito Matt Danzeisen, già vicepresidente di BlackRock, e i figli. Motivazione ufficiale del viaggio: svago. In pochi giorni ha comprato una villa da dodici milioni di dollari nel quartiere Barrio Parque, ha cenato a casa del ministro della Deregolamentazione Federico Sturzenegger, ha incontrato il ministro dell’Economia Luis Caputo e il consigliere politico Santiago Caputo, si è seduto nella tribuna dello stadio Monumental per River-Boca, è stato ricevuto alla Casa Rosada da Javier Milei. Era, secondo le fonti citate da La Nación, il quarto incontro tra i due in due anni.
Milei ha definito il colloquio «meraviglioso», aggiungendo che entrambi condividono la visione secondo cui le tasse sarebbero «un furto». Il portavoce presidenziale Adorni ha colto l’occasione per lanciare un invito globale ai miliardari che vogliono sfuggire a paesi «sempre più regolamentati»: l’Argentina è «la nuova terra della libertà». Tutto molto pittoresco. Ma chi conosce Thiel sa che la narrazione fiscale è il livello più superficiale della storia
Peter Thiel : Il metodo di arrivare prima
C’è un pattern riconoscibile in vent’anni di mosse di Peter Thiel. con il capitale derivante dalla vendita di PayPal ad eBay ,nel 2004 investe 500.000 dollari in un ragazzo di diciannove anni che costruisce una piattaforma per studenti universitari: il ragazzo si chiama Mark Zuckerberg, la piattaforma si chiama Facebook. Nel 2011 ottiene la cittadinanza neozelandese dopo dodici giorni trascorsi nel paese, in deroga a ogni requisito ordinario, mentre tutto il mondo guarda altrove. Nel 2022 richiede il passaporto maltese, terza cittadinanza dopo quella statunitense e quella neozelandese. Nel 2022 finanzia la campagna senatoriale di JD Vance con quindici milioni di dollari, quando Vance è considerato un candidato marginale. Nel 2025, il 20 gennaio, i suoi uomini siedono in prima fila alla cerimonia di insediamento di Donald Trump.
Il meccanismo è sempre lo stesso: Thiel identifica un vettore, si posiziona prima che diventi visibile agli altri, e quando il mondo si accorge del fenomeno lui è già dentro, già radicato, già irremovibile. Come documentato in L’Anticristo. Storia di Peter Thiel, il saggio biografico in uscita nel 2026 che ricostruisce per la prima volta in italiano la rete di potere thieliana, questa capacità anticipatoria non è istinto: è metodo. È il prodotto di una visione del mondo in cui il futuro è leggibile da chi ha gli strumenti per farlo, e quegli strumenti si chiamano dati, filosofia e pazienza.
L’Argentina, adesso, è il prossimo vettore.
Peter Thiel In Argentina e Il laboratorio anarchocapitalista
Javier Milei è il primo esperimento anarchocapitalista condotto su scala nazionale. Riduzione brutale della spesa pubblica, abolizione di ministeri, deregolamentazione radicale, dollarizzazione parziale, riduzione dell’inflazione dal 211 al 32 percento in diciotto mesi. Il prezzo sociale è stato alto: recessione profonda, salari reali compressi, impoverimento diffuso. Ma per Thiel il costo sociale non è una variabile rilevante. Quello che conta è il modello.
L’Argentina di Milei è la dimostrazione pratica che le idee dell’Illuminismo Oscuro, della critica alla democrazia liberale come sistema che produce mediocrità, della tecnocrazia come alternativa al suffragio universale, possono essere applicate a un paese reale. Thiel è lì per osservarlo dall’interno, non solo per finanziarlo. Ha già fatto un salto in Cile, dove ha incontrato José Piñera, ministro del Lavoro sotto la dittatura di Pinochet, e hanno parlato del «miracolo cileno» degli anni Settanta. Il filo ideologico è esplicito.
La variabile Palantir
Ma l’affinità ideologica non spiega da sola dodici milioni di dollari investiti in una villa a Barrio Parque e quattro incontri in due anni con il presidente argentino.
Le ambizioni di Palantir sull’Argentina risalgono almeno al 2024, con il sostegno del consulente politico Santiago Caputo e dell’ex ministra della Sicurezza Patricia Bullrich. Secondo Ariel Garbatz, esperto di cybersicurezza e direttore del ComSec Lab dell’Università Tecnologica Nazionale argentina, Thiel aveva già offerto i suoi servizi a Milei a fine 2024. La trattativa sarebbe saltata per l’opposizione di Karina Milei, la potentissima sorella del presidente a capo della sua segreteria. Oggi, secondo quanto riportato da Linkiesta, quell’accordo potrebbe essere tornato di attualità.
Lo strumento in gioco è Gotham, il software di Palantir per la sorveglianza e l’incrocio di dati di massa. Lo scenario delineato dagli analisti argentini è preciso: il governo Milei sta lavorando a un decreto che prevede l’unificazione di tutte le banche dati governative sotto il controllo di un super servizio segreto guidato proprio da Santiago Caputo. Palantir-Gotham sarebbe lo strumento tecnico ideale per quella concentrazione.
Le elezioni argentine sono nel 2027. La domanda che gli analisti dell’opposizione stanno ponendo in questi giorni, senza ottenere risposta, è diretta: negli incontri con i funzionari governativi si è discusso dell’acquisto di software basati sull’intelligenza artificiale di Palantir, grazie ai quali è possibile raccogliere dati e profilare anche a fini elettorali?
Non ha bisogno di brogli, ha risposto implicitamente Garbatz: gli basta incrociare dati. Con quella mappa può rilevare l’elettore indeciso, l’arrabbiato, lo spaventato, e a ciascuno far arrivare messaggi diversi.
Palantir ha già dispiegato Foundry in Ecuador per il controllo doganale e il contrasto al contrabbando. Il Sud America è un teatro di espansione in corso, non un’ipotesi futura.
Peter Thiel in Argentina e La rete di uscita
C’è un terzo livello nella presenza argentina di Thiel, che non ha nulla di ideologico e tutto di razionale.
Nel 2011 ha ottenuto la cittadinanza neozelandese dopo dodici giorni trascorsi nel paese, grazie a una clausola per «circostanze eccezionali» che non è stata applicata ad altri adulti nei quattro anni successivi. Ha scritto nella domanda di cittadinanza che «non esiste altro paese che si allinei più alla mia visione del futuro della Nuova Zelanda». Nel 2022 ha richiesto il passaporto maltese, porta di accesso alla cittadinanza europea. Ha acquistato terreni in Uruguay, vicino a Punta del Este. Ora la villa a Buenos Aires, con trattative in corso per proprietà in Patagonia.
Non è la strategia di un uomo che fugge. È la strategia di un uomo che si diversifica. Ogni passaporto, ogni proprietà, ogni residenza è un’opzione: la possibilità di essere altrove se le condizioni cambiano in modo sfavorevole. La Nuova Zelanda è il rifugio dal collasso occidentale. Malta è l’accesso all’Europa. L’Argentina è il laboratorio libertario. L’Uruguay è la riserva silenziosa.
Martin Varsavsky, imprenditore tecnologico vicino a Thiel, ha già costruito un ranch a Mendoza con logica analoga. «Nel momento in cui la Cina prende Taiwan o la Russia prende la Lituania, io sarò a Buenos Aires. È bene avere un piano B per la civiltà», ha dichiarato.
Cosa vede che gli altri non vedono ancora
Le elezioni di metà mandato americane del novembre 2026 si annunciano difficili per i Repubblicani. Trump ha accumulato un debito politico che i sondaggi registrano con crescente precisione. Thiel lo sa. Sa anche che i cicli politici si chiudono e si riaprono, che le sconfitte elettorali sono informazione e non solo sconfitta, e che chi si posiziona correttamente durante un ciclo sfavorevole emerge rafforzato nel ciclo successivo.
Nel dicembre 2022, davanti alla Ronald Reagan Presidential Foundation, Thiel aveva già definito la performance dei Repubblicani nelle elezioni di metà mandato «disastrosa» e «deprimente». Aveva visto il problema prima degli altri. Si era distanziato da Trump prima che il distanziamento diventasse conveniente. Non ha finanziato la campagna del 2024, mentre Musk investiva 288 milioni. Ha lasciato che altri bruciassero il capitale politico.
La presenza in Argentina non è la storia di un miliardario che ottimizza il carico fiscale. È la storia di un uomo che ha già letto la partita successiva. Come hai tempi di PayPal e la vendita miliardaria a eBay con il tempismo da giocatore di scacchi. Ora si sta riposizionando, ha già i passaporti, ha già le proprietà, ha già i rapporti con i governi che considera interessanti. Ed ha già una rete di relazioni nel paese che ritiene essere il laboratorio politico più promettente del decennio.
Quando il resto del mondo si accorgerà di quello che sta costruendo in Sud America, lui sarà già al passo successivo. E sempre così questo è il punto.
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Fonte: https://kratologos.it/peter-thiel-in-argentina-milei-palantir-2026/ · Romano Dellamore, kratologos.it · Pubblicato il 28 Maggio 2026