
1. Avvelenare l’AI Israele e le nuove aziende usate dal governo per Manipolare ChatGPT e Claude
Avvelenare AI Israele e l’operazione Brad Parscale
Avvelenare l’AI per cambiare l’opinione pubblica su Israele: è questa la strategia finanziata dal governo Netanyahu con 15 milioni di dollari attraverso Brad Parscale, ex capo della campagna elettorale di Donald Trump nel 2020 .Brad Parscale è stato il capo della campagna elettorale di Donald Trump nel 2020. Oggi gestisce diverse aziende di comunicazione digitale ed è direttore strategico di Salem Media Group, un grande conglomerato mediatico conservatore americano che ospita commentatori di punta della destra, figure paragonabili, per capirci, ai soliti opinionisti che negano il genocidio palestinese o minimizzano i bombardamenti in Libano nei salotti televisivi italiani.
Il governo israeliano ha assoldato Parscale per condurre una vasta operazione di influenza tra i conservatori americani, in particolare tra i giovani evangelici, una fascia demografica sempre più critica verso Israele. Il dato che preoccupa Tel Aviv è inequivocabile: il 57% dei repubblicani tra i 18 e i 49 anni ha oggi un’opinione sfavorevole di Israele, secondo un sondaggio Pew del marzo 2026. Per invertire questa tendenza, il governo Netanyahu ha più che quadruplicato il proprio budget per la ‘diplomazia pubblica’: da 150 milioni di dollari nel 2025 a 730 milioni nel 2026. il governo Netanyahu, che come ho già analizzato su questa pagina ha costruito una coalizione con la destra messianica più estrema.
L’inchiesta pubblicata da The Intercept il 28 maggio 2026, intitolata ‘Ex-Trump Campaign Chief Funneled Millions of Israeli Government Money to His Longtime Allies’ Companies’, ha svelato nuove aziende, finora sconosciute, che lavorano per condurre questa operazione. Una di loro è SparkFire Technologies, azienda di chatbot basati sull’intelligenza artificiale, che ha ricevuto la fetta più consistente dei fondi israeliani canalizzati da Parscale. Il suo sistema, chiamato flywheel, letteralmente volano, è progettato per operare su scala industriale mantenendo l’apparenza di una conversazione personale.
La struttura finanziaria: 15 milioni attraverso Havas
Il meccanismo finanziario è stato ricostruito attraverso i documenti depositati ai sensi del Foreign Agents Registration Act americano, il FARA, il registro che obbliga chi agisce per conto di governi stranieri negli Stati Uniti a dichiarare pubblicamente la propria attività. Il contratto è il numero 7649: foreign principal il Ministero degli Affari Esteri israeliano.
Clock Tower X, la società di Parscale, ha ricevuto oltre 15 milioni di dollari da Havas Media Network, uno dei principali conglomerati mediatici internazionali, per conto del governo israeliano. Havas è l’intermediario che consente a Tel Aviv di non comparire direttamente nei pagamenti. Di questi 15 milioni, 6 sono stati dirottati a SparkFire Technologies e altri milioni a una serie di aziende di strategia digitale repubblicana, molte delle quali rivelate pubblicamente per la prima volta dall’inchiesta di The Intercept.
Dal 2018 il governo israeliano avrebbe convogliato attraverso vari canali oltre 100 milioni di dollari in campagne mediatiche dirette al pubblico statunitense. Il contratto con Clock Tower X rappresenta solo l’ultimo e più sofisticato capitolo di un’operazione strutturale di soft power.
Brad Parscale: chi è
Parscale non è una figura marginale. È l’uomo che ha costruito l’infrastruttura digitale della campagna di Trump nel 2016, quella che ha introdotto il micro-targeting via Facebook su scala industriale nella politica americana. Nel 2018 è diventato campaign manager di Trump per il 2020. Nel luglio 2020 è stato rimosso dopo le polemiche sul raduno di Tulsa, l’evento che avrebbe dovuto segnare il rilancio della campagna e che si rivelò un fallimento di presenze. Nei mesi successivi è stato arrestato dalla polizia di Fort Lauderdale dopo una lite domestica, poi rilasciato. Ha ripreso l’attività consulenziale.
Oggi è direttore strategico di Salem Media Group, il principale conglomerato mediatico della destra cristiana americana: radio, televisione, editoriale, podcast. Le voci più ascoltate della destra evangelica americana passano da Salem. È in questa veste, oltre che come titolare di Clock Tower X, che Parscale è diventato lo strumento più efficace disponibile a Tel Aviv per raggiungere esattamente il pubblico che si sta allontanando da Israele.
Ashley Evdokimo, indicata nei documenti FARA come parte del team israeliano di Parscale, è anche vicepresidente delle comunicazioni di Salem Media. I documenti pubblici mostrano che si è registrata come agente straniero poco dopo essere entrata nell’azienda mediatica. La linea tra giornalismo conservatore, consulenza politica e propaganda di stato finanziata dall’estero è scomparsa.
SparkFire e il flywheel: la macchina della persuasione
SparkFire Technologies è l’elemento più nuovo e più inquietante dell’operazione. È un’azienda di chatbot AI specializzata in campagne di messaggistica di massa che simulano conversazioni personali. Il suo prodotto principale si chiama flywheel, volano, e il nome descrive esattamente la sua logica: un meccanismo che, una volta avviato, accelera da solo.
Il sistema funziona in quattro fasi. Nella prima, il bot raggiunge l’utente via SMS presentandosi come rappresentante di un’organizzazione per la pace. Il messaggio iniziale è calibrato per sembrare spontaneo, un’apertura di dialogo. L’utente non sa di stare ricevendo un messaggio automatizzato, ne’ che dietro c’è un contratto con il governo israeliano.
Nella seconda fase, conversazione adattiva, l’AI analizza la risposta dell’utente in tempo reale: il tono, le parole usate, le eventuali obiezioni. Non replica con un messaggio preconfezionato, ma genera una risposta su misura. Più empatica se l’utente è diffidente, più informativa se sembra curioso, più emotiva se sembra coinvolto. È questa capacità di adattamento in tempo reale che distingue SparkFire da un semplice chatbot di risposta automatica.
Nella terza fase, inserimento dei contenuti, il bot introduce nella conversazione link a siti web e video prodotti da Parscale per conto di Israele, presentati come fonti indipendenti. Uno di questi è il canale YouTube ‘Allies for Peace’, che arriva a sostenere che le immagini delle sofferenze a Gaza siano state fabbricate.
Nella quarta fase, raccolta dati, ogni conversazione viene analizzata e archiviata. SparkFire costruisce un profilo dell’utente: quanto è ricettivo, quali argomenti funzionano, quali no. Questi dati vengono usati per affinare i messaggi successivi sia verso quello stesso utente che verso persone con caratteristiche simili. Chi non è stato persuaso al primo contatto diventa il bersaglio di un approccio più mirato. Il ciclo si autoalimenta: i dati raccolti migliorano il sistema, che diventa più efficace, che raccoglie dati migliori.
Il tasso di conversione dichiarato del 45% va letto in questo contesto. Non si tratta di persone che hanno visto un annuncio e hanno cambiato idea, ma di persone che hanno avuto quella che credevano fosse una conversazione autentica con un essere umano, su un tema emotivamente sensibile, condotta da un sistema progettato per trovare e premere i tasti giusti. Con 6 milioni di dollari di fondi israeliani a disposizione e un sistema che si autoaffina a ogni interazione, l’operazione ha tutte le caratteristiche di una campagna di persuasione di massa: invisibile, personalizzata e attribuibile, almeno in apparenza, a nessuno.
Non si manipola l’AI, si manipola ciò che l’AI legge.
Questa frase, pubblicata da Rivista AI commentando il caso Parscale, sintetizza con precisione la seconda operazione, quella di più lungo periodo e di impatto potenzialmente molto maggiore.
Avvelenare le fonti: la GEO e i nove siti
Parscale non si è limitato a colpire le persone direttamente con i messaggi di SparkFire. Ha avviato in parallelo un’operazione per modificare le risposte che i sistemi AI come ChatGPT, Claude e Gemini danno quando gli utenti chiedono informazioni su Israele, Gaza, Hamas, il conflitto in Medio Oriente.
Il metodo si chiama Generative Engine Optimization, GEO, ed è la SEO applicata ai modelli linguistici di grandi dimensioni. Invece di scalare le posizioni su Google, l’obiettivo è fare in modo che le informazioni prodotte ad arte finiscano nel patrimonio di dati da cui i modelli attingono per rispondere. I modelli AI non generano risposte dal nulla: attingono a corpus di testi raccolti dal web, a fonti indicizzate, a contenuti che vengono loro presentati come autorevoli perché strutturati in modo corretto, scritti in tono fattuale, ben organizzati, con link e riferimenti credibili. Se quelle fonti sono contaminate, le risposte lo sono.
Market Brew, un’azienda di modellazione AI in cui Clock Tower X investe, ha creato nove siti web ottimizzati per essere acquisiti dai sistemi AI. I nomi sono stati scelti per sembrare organizzazioni indipendenti di analisi o promozione della pace. Paxpoint.org ‘evidenzia l’impegno continuo di Israele per la pace e la coesistenza’. Factsignal.org mostra come ‘la designazione terroristica di Hamas rifletta il consenso globale’. Il team ha costruito una piattaforma AI fittizia e l’ha usata come banco di prova per verificare se i contenuti dei siti venissero acquisiti. Ha scoperto che le informazioni più facili da far ingurgitare ai modelli sono quelle scritte in tono fattuale, ben strutturate, supportate da fonti solide. Esattamente il contrario di una comunicazione propagandistica esplicita.
Il team di Parscale ha dichiarato ad Axios di stare ‘registrando risultati positivi’, con i sistemi AI che ‘incorporano informazioni dai siti nelle loro risposte’. Non ha fornito dati pubblici a sostegno. Quando Axios ha condotto un test su ChatGPT usando il linguaggio dei siti creati dal team, nessuno di essi è stato citato nella risposta. L’efficacia reale dell’operazione è quindi ancora incerta. Ma la strategia è chiara, e il fatto che il contratto sia stato rinnovato suggerisce che chi paga la ritiene funzionante.
La domanda che questa storia pone
Questa vicenda ha una ricaduta diretta sul modo in cui chiunque usa i sistemi AI per informarsi. Se un governo può spendere 9 milioni di dollari per contaminare le fonti da cui i modelli attingono, e se quella contaminazione è sufficientemente sofisticata da sembrare informazione autorevole, allora ogni risposta di ChatGPT, Claude o Gemini su un argomento geopoliticamente sensibile porta con se’ un’incertezza strutturale che non è risolvibile chiedendo all’AI stessa se è stata manipolata.
Non è un problema teorico. Israele non è il primo ne’ sarà l’ultimo governo a tentare questa operazione. Il caso Parscale è documentato solo perché il FARA obbliga alla trasparenza negli Stati Uniti. Quante operazioni analoghe vengono condotte senza obbligo di registrazione, in giurisdizioni diverse, su argomenti diversi, da governi diversi? La risposta onesta è che non lo sappiamo.
Quello che sappiamo è che l’infrastruttura per farlo esiste, che è accessibile a chiunque abbia qualche milione di dollari e una buona agenzia di comunicazione digitale, e che i modelli AI non hanno ancora sviluppato sistemi affidabili per distinguere le fonti contaminate da quelle genuine. La SEO ha impiegato trent’anni a produrre un ecosistema di contenuti spazzatura che ancora oggi inquina i risultati di Google. La GEO ha iniziato nel 2025. Siamo all’inizio.
C’è un ultimo elemento che rende questa storia ancora più significativa e che riguarda direttamente il profilo di chi l’ha progettata.
Il paese che usa l’AI più di tutti al mondo
L’operazione Parscale va letta insieme a un dato strutturale pubblicato da Anthropic stessa, la società che produce Claude: Israele è il paese al mondo che usa l’intelligenza artificiale più intensamente. Con un punteggio di 4,9 volte il livello atteso in proporzione alla popolazione attiva, Israele supera Singapore (4,19x), gli Stati Uniti (3,69x) e tutti gli altri paesi misurati. Il 95% dei lavoratori tech israeliani usa l’AI regolarmente, il 78% ogni giorno. Il paese conta 342 startup di AI generativa che hanno raccolto complessivamente oltre 20 miliardi di dollari.
In altre parole: il governo israeliano non sta solo usando l’AI per fare propaganda. Sta operando in un ecosistema in cui l’AI è già infrastruttura nazionale, compresa e padroneggiata meglio che altrove. Chi ha progettato questa operazione, i nove siti costruiti per la GEO, il flywheel di SparkFire, la scelta di Market Brew come partner tecnico, sa esattamente come funzionano questi sistemi, come vengono addestrati, come influenzarli. È un’operazione costruita da chi vive nell’AI ogni giorno. E si vede.
La trasparenza legale dell’operazione è un dettaglio che merita un’ultima nota. I siti creati da Parscale includono in fondo alle pagine una dichiarazione legale che indica che sono stati prodotti per conto del governo israeliano ( Questo materiale è distribuito da Clock Tower X LLC per conto dello Stato di Israele. Ulteriori informazioni sono disponibili presso il Dipartimento di Giustizia, Washington, D.C.).Per identificare il collegamento con la propaganda a pagamento, un utente di ChatGPT o Claude dovrebbe: chiedere al chatbot le fonti, cliccare sui link ai siti di Parscale, scorrere fino in fondo alle pagine e leggere il disclaimer. L’operazione è tecnicamente trasparente. Praticamente invisibile. È esattamente la soglia giusta: abbastanza visibile da resistere a una contestazione legale, abbastanza nascosta da non essere mai trovata.
Sul sistema che sta dietro: l’embargo di armi mai deciso e Gaza come un lager a cielo aperto.
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Fonte: https://kratologos.it/avvelenare-ai-israele-parscale/ · Romano Dellamore, kratologos.it · Pubblicato il 1 Giugno 2026