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La guerra come laboratorio

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LA GUERRA COME LABORATORIO. FEDOROV, MUSK, PALANTIR E IL PREZZO DEI DATI

Federov, ministro della Difesa ucraino, non ha mai indossato una divisa. Classe 1991, viene dal marketing digitale e dalla gestione dei social di Zelensky. Nominato ministro della Trasformazione digitale, è arrivato alla Difesa a gennaio 2026 con una promessa precisa: ristrutturare l’esercito intorno al dato, non intorno alla gerarchia. Nessuna retorica sul sacrificio. Solo metriche, cicli rapidi, ottimizzazione delle perdite nemiche.

Il modello è esplicito. L’Ucraina non può battere la Russia sulla massa, sulla produzione industriale, sulla demografia. Può farlo, secondo Fedorov, sulla velocità tecnologica. E per farlo ha bisogno di partner. Li ha trovati a Palo Alto e a Hawthorne, California.

1. Il satellite come arma

Il 26 febbraio 2022, due giorni dopo l’invasione, Fedorov twitta direttamente a Elon Musk. Il governo ucraino chiede assistenza Starlink. Musk accetta, SpaceX attiva il servizio su tutto il territorio nazionale e il primo carico di terminali arriva due giorni dopo. È l’inizio di una dipendenza strutturale che nessuno a Kiev aveva calcolato fino in fondo. Da quel momento Starlink diventa l’infrastruttura della guerra: utilizzato dall’esercito per comunicare e pilotare droni, dal governo e da molti civili, aziende e istituzioni pubbliche, inclusi ospedali e scuole.

Musk lo sintetizza lui stesso, senza filtri, nel marzo 2025: descrive Starlink come la spina dorsale dell’esercito ucraino, aggiungendo che l’intero fronte collasserebbe se lo spegnesse. Non è una dichiarazione tecnica. È una dichiarazione di potere. Un privato americano, non eletto e non soggetto ad alcun controllo democratico, detiene la capacità di determinare le sorti militari di un conflitto europeo. Come ha scritto il giornalista Ronan Farrow, non esistevano precedenti di un civile che diventasse l’arbitro di una guerra tra nazioni senza che alcun governo avesse controllo sulle sue decisioni.

2. Il paradosso russo

La dipendenza produce immediatamente una contraddizione esplosiva. La stessa rete che tiene in piedi l’esercito ucraino viene usata dal nemico. A partire dal settembre 2024 si osservano droni Shahed a lungo raggio equipaggiati con terminali Starlink, e da dicembre 2025 anche droni Molniya dotati degli stessi sistemi. La Russia colpisce l’Ucraina con la rete di Musk. Fedorov spiega che i droni russi equipaggiati con terminali sono difficili da abbattere: volano a bassa quota, sono resistenti alla guerra elettronica e vengono controllati dagli operatori in tempo reale, anche a lunghe distanze.

A febbraio 2026 Fedorov corre ai ripari. Costruisce una lista bianca di terminali ucraini verificati e la invia a Musk, chiedendogli di mantenere operativi questi mentre tutti gli altri nel teatro vengono disattivati. Il risultato è immediato: le comunicazioni russe sul fronte crollano, le truppe non riescono a coordinarsi, le offensive pianificate si bloccano. Musk risponde su X che i passi compiuti sembrano aver funzionato, e aggiunge: “fateci sapere se serve altro.” Fedorov gli risponde pubblicamente: “Grazie per essere con noi. Sei un vero campione della libertà.”

Siamo nel febbraio 2026. Il ministro della Difesa di uno stato sovrano ringrazia pubblicamente un miliardario privato per aver deciso, di sua iniziativa, a chi far funzionare le comunicazioni militari in una guerra attiva.

3. Palantir entra in scena

Il rapporto con Musk è il primo strato. Il secondo, più profondo e più strutturale, è quello con Palantir. La società è integrata in Ucraina dal giugno 2022, quando Karp è diventato il primo CEO occidentale a visitare Kiev dopo l’invasione. Il software MetaConstellation fonde dati satellitari, di droni e di sensori in un’unica immagine di targeting.

Il 12 maggio 2026 Karp torna a Kiev. Fedorov presenta la strategia di difesa ucraina articolata in tre domini operativi: aria, terra ed economia. Non è una visita di cortesia. Ai rappresentanti di Palantir viene mostrato il sistema Army of Drones, il programma Bonus, e la componente Mission Control del sistema di gestione del campo di battaglia DELTA. L’Ucraina apre i propri sistemi operativi a una società privata americana. In cambio di cosa, esattamente, non viene detto.

Il prodotto più significativo della collaborazione è il Brave1 Dataroom. Lanciato a gennaio 2026 con Palantir e le istituzioni della difesa ucraina, è uno spazio sicuro dove le aziende possono addestrare e testare modelli AI su dati reali di combattimento. Come ha dichiarato il Ministero della Difesa ucraino,

ll Dataroom contiene già dataset visivi e termici di bersagli aerei, inclusi droni Shahed, con una libreria di dati destinata ad espandersi nel tempo. Più di 100 aziende stanno già addestrando oltre 80 modelli AI per rilevare e intercettare bersagli aerei.

Fedorov lo presenta come un vantaggio ucraino. Ma Palantir EVP Louis Mosley lo descrive a Davos con una frase che vale più di qualsiasi comunicato ufficiale: questi sono dati che nessun altro Paese, purtroppo, possiede. Il “purtroppo” è di Palantir, non di Kiev. È il lamento di chi avrebbe voluto avere questo laboratorio altrove, ma si accontenta di averlo qui.

4. Il valore reale dello scambio

I dati di combattimento ucraini hanno un valore enorme perché provengono da conflitti reali, a un altissimo costo umano. Le lezioni apprese dai soldati ucraini stanno contribuendo a costruire difese aeree migliori, droni più intelligenti e modelli AI più potenti. Karp lo dice con disarmante franchezza: gli ucraini stanno scavando dentro gli strumenti di Palantir, rendendoli molto più utili. Lo fanno sul campo di battaglia con un piccolo numero di persone, poi mostrano al mondo come funzionano queste cose sia in contesti governativi che commerciali.https://kratologos.it/manifesto-palantir-2026/

L’Ucraina sviluppa, testa, perfeziona con il sangue dei propri soldati. Come ha analizzato Il Foglio, il feedback dal fronte è diventato innovazione industriale: droni testati in combattimento, algoritmi aggiornati in tempo reale, componenti commerciali adattati su scala. È esattamente il laboratorio che Palantir stava cercando. Palantir incassa, brevetta e rivende il modello ai governi alleati.L’Ucraina sviluppa, testa, perfeziona con il sangue dei propri soldati. Palantir incassa, brevetta e rivende il modello ai governi alleati. Nel Q1 2026 la società registra ricavi per 1,63 miliardi di dollari, in crescita dell’85% anno su anno, la crescita più rapida dalla sua quotazione in borsa. La guerra è anche questo: un piano industriale.

5. Il nodo che nessuno vuole nominare

Non tutti hanno accettato il prezzo in silenzio. La Svizzera ha interrotto l’uso di Palantir nel dicembre 2025 dopo che un audit aveva sollevato preoccupazioni sulla possibilità che i dati potessero essere trasmessi al governo degli Stati Uniti e alle agenzie di intelligence. La Germania ha fatto un passo ulteriore: il BfV, il controspionaggio federale, ha scelto ArgonOS di ChapsVision, una società francese, come alternativa europea a Palantir, segnalando che il problema non è tecnico ma politico. Berlino ha deciso che il costo della dipendenza americana sui dati di intelligence è diventato superiore al costo della sostituzione.

leggi il nostro approfondimento sulla Germania e Palantirhttps://kratologos.it/germania-palantir-chapsvision-argonos-sovranita-digitale-europea-2026/

Svizzera e Germania hanno tratto le conseguenze. L’Ucraina, per necessità bellica reale o per scelta ideologica, no.

In Ucraina le stesse preoccupazioni esistono e vengono formalmente ignorate. Il risultato è che Kiev ha ceduto a una società privata americana, con legami diretti con l’intelligence USA, i dati operativi della propria guerra: traiettorie dei droni russi, logistica dei sistemi di difesa, pattern degli attacchi aerei, dati di intelligence su obiettivi in profondità nel territorio nemico. Questi dati non tornano indietro. Alimentano modelli che Palantir venderà ad altri eserciti, in altri conflitti, per altri fini.

Il filo che collega Musk e Palantir è lo stesso. Fedorov non è solo il ministro che ha modernizzato la guerra ucraina. È il ministro che, per necessità o per scelta, ha consegnato la sovranità delle comunicazioni militari e dei dati operativi del proprio Paese a due privati americani. Uno gestisce i satelliti. L’altro gestisce i dati. Nessuno dei due risponde a un parlamento, a un tribunale, a un trattato internazionale.

Fedorov dice che la matematica della guerra si vince con la velocità. Ha ragione. Ma non dice chi possiede i risultati del calcolo.

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Fonte: https://kratologos.it/fedorov-palantir-ucraina-guerra-tech-dati/ · Romano Dellamore, kratologos.it · Pubblicato il 19 Maggio 2026

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