
Questa pagina segue il caso Glovo dall’inizio: il controllo giudiziario disposto dalla Procura di Milano per caporalato digitale, l’accordo strappato sui compensi, e quello che è successo dopo. Viene aggiornata ogni volta che il fascicolo si muove.
La Procura di Milano ha disposto il 9 febbraio 2026 il controllo giudiziario d’urgenza di Glovo-Foodinho. L’accusa è di caporalato digitale nei confronti di circa 40.000 rider in tutta Italia, con paghe documentate fino al 76,95% al di sotto della soglia di povertà e all’81,62% inferiori ai contratti collettivi di settore. Lo strumento usato dai magistrati milanesi è lo stesso normalmente riservato a criminalità organizzata e corruzione. Applicato a una multinazionale della gig economy è un precedente senza precedenti nella storia giudiziaria italiana.
Tre mesi dopo il commissariamento, Glovo ha ceduto. Il piano depositato in Procura prevede l’aumento del minimo orario lordo da 10 a 14 euro a partire dal 1° giugno 2026, un compenso minimo di 3 euro a consegna con effetto retroattivo dal 9 febbraio, un incremento medio di circa 200 euro mensili nelle retribuzioni e l’impegno immediato a trattare con i sindacati un nuovo contratto collettivo conforme alle norme costituzionali sulla dignità del lavoro. Il contratto Assodelivery-Ugl, contestato dal pm Paolo Storari come non rispettoso della dignità dei lavoratori, viene di fatto abbandonato.
Il caso non è isolato. Un provvedimento analogo ha colpito Deliveroo Italy, accusata di sfruttamento nei confronti di 3.000 rider nel Milanese e di 20.000 in tutta Italia, con compensi in alcuni casi inferiori fino al 90% rispetto alla soglia di povertà.
Glovo è una multinazionale spagnola controllata dal gruppo tedesco Delivery Hero. Una procura italiana sta di fatto riscrivendo le condizioni di lavoro di una società europea operante in Italia. Il punto non è tecnico-giuridico. È politico: il modello “siamo una piattaforma, non un datore di lavoro” reggeva finché nessuno lo contestava davvero. La magistratura milanese lo ha contestato con gli strumenti più pesanti a disposizione. Il legislatore, italiano ed europeo, aveva avuto anni per farlo. Non lo ha fatto.
Quando il potere non regola, qualcun altro regola al suo posto.
Aggiornamento del 26 agosto 2026: l’aumento che l’algoritmo si riprende
A giugno Foodinho ha chiesto la revoca del controllo giudiziario. Il diciotto agosto la Procura di Milano si è opposta, e il ventisei agosto ha spiegato perché: l’aumento concordato a maggio non è mai arrivato in tasca ai rider.
L’azienda ha alzato la tariffa oraria e ha ristretto l’unità di misura. Nel solo giugno 2026 risultano un milione e centonovantasettemila ore lavorate e ottocentocinquantaquattromila conteggiate: il ventotto per cento delle ore non viene pagato. A questo si aggiungono trentotto milioni di euro di contributi evasi fra il 2022 e il 2024.
I rider di Glovo e l’aumento che l’algoritmo si riprende, l’analisi del parere della Procura.
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Fonte: https://kratologos.it/glovo-commissariata-caporalato-digitale-rider-milano/ · Romano Dellamore, kratologos.it · Pubblicato il 20 Maggio 2026
