Thiel attacca il Papa Il Presidente di Palantir dice che il Papa sull’AI:”Lavora per i comunisti cinesi”

Thiel attacca il Papa, e lo fa nel modo più diretto. Sul palco dell’Aspen Ideas Festival, in Colorado, Peter Thiel ha detto la cosa più sincera che un miliardario della tecnologia abbia pronunciato in pubblico da mesi. Chi chiede di regolare l’intelligenza artificiale sta lavorando per il nemico.
Il nemico, nella sua geografia mentale, è Pechino. E il complice, questa volta, indossa la tonaca bianca. Il cofondatore di PayPal e di Palantir ha accusato Papa Leone XIV di essere di fatto al servizio dei comunisti cinesi.
La platea ha riso. Vale la pena capire perché quella risata è la notizia più importante della giornata.
ad Aspen Thiel attacca il Papa
Il ragionamento di Thiel è lineare, ed è proprio la sua linearità a renderlo pericoloso. La prima enciclica di Leone XIV, Magnifica Humanitas, chiede agli Stati di mettere regole all’intelligenza artificiale.
Secondo Thiel una regolazione del genere frenerebbe soltanto un lato della corsa fra Stati Uniti e Cina. Perché Pechino, dice, non ascolterà mai le preghiere di un Papa.
Da qui la conclusione. Se il freno vale solo per Washington, allora il primo Papa americano della storia sta, nei fatti, lavorando per i comunisti cinesi. Non è un’analisi geopolitica. È una scomunica rovesciata.
Cosa dice davvero l’enciclica sull’intelligenza artificiale
Nel documento pubblicato a maggio, e che avevamo analizzato per intero su queste pagine, Leone XIV descrive la spinta verso l’automazione di massa come una moderna Torre di Babele. Un mondo costruito su avidità e mancanza di rispetto per la vita umana.
Il Papa non condanna la tecnologia. Riconosce che sollevare l’uomo da compiti gravosi, ripetitivi o pericolosi è un bene. Ciò che rifiuta è che la ricerca del profitto arrivi a sacrificare sistematicamente il lavoro. E scrive che i dati sono frutto del contributo di molti e non possono essere venduti o affidati a pochi.
L’enciclica mette in guardia anche sull’uso dell’IA per costruire narrazioni distorte e chiede di vietare in modo assoluto che a una macchina siano affidate decisioni letali e irreversibili. Nessuna di queste frasi nomina la Cina. Thiel ci ha pensato lui.
Perché colpisce proprio Palantir
Thiel non è un osservatore neutrale della corsa all’IA. È uno dei suoi principali proprietari. Come abbiamo raccontato analizzando il metodo Palantir, la sua azienda vende sorveglianza e analisi predittiva a governi e apparati militari. E non si ferma alla difesa: lo stesso modello arriva fino alla gestione dei campi, come abbiamo raccontato ne la repubblica tecnocratica dell’agricoltura. E dalla difesa lo stesso schema arriva agli Stati: dall’Ucraina di Fedorov alla Germania.
Non è un caso isolato. Pochi giorni prima anche Alex Karp, amministratore delegato di Palantir, aveva liquidato come pazzo il resto dell’industria dell’IA. Stessa arroganza, stessa strategia. Chi non sta con noi, sta contro l’America.
Quando un Papa chiede controllo umano sugli algoritmi e sulle armi autonome, tocca esattamente il modello di business di chi quegli algoritmi li fornisce allo Stato. La reazione, letta così, non è teologia. È difesa di un fatturato.
Ridurre la voce del Vaticano a propaganda per Pechino serve a un obiettivo preciso: togliere legittimità a chiunque chieda regole, prima ancora di discuterle nel merito. Non si confuta l’avversario. Lo si marchia.
L’Anticristo di Solov’ev e lo specchio che Thiel non vuole guardare
Qui sta il cuore ideologico, e va rovesciato. Thiel costruisce le sue conferenze sull’Anticristo attingendo al cardinale Newman e soprattutto al racconto che Vladimir Solov’ev scrisse nel 1900.
In quel racconto l’Anticristo non è un mostro. È un uomo giovane, magnetico, coltissimo, filantropo, perfino ecologista. Diventa imperatore del mondo portando pace universale, fine della fame, benessere e prodigi. Si proclama benefattore dell’umanità, superiore a Cristo. Cristo, dice, si limitava a predicare. Lui, invece, risolve.
Al suo fianco c’è un mago, Apollonio, un genio venuto dall’Oriente che stupisce le folle con miracoli tecnologici. L’Anticristo governa, Apollonio incanta con la tecnica. La coppia perfetta.
Thiel prende questo racconto e lo punta contro i regolatori. L’Anticristo, dice, sarà chi promette sicurezza e chiede di fermare la tecnologia. Così il Papa che invoca regole diventa il sospetto numero uno.
Ma basta rileggere Solov’ev per accorgersi che il ritratto non combacia con il Papa. Combacia con Thiel. L’Anticristo del racconto non è il moralista che mette in guardia. È il benefattore che amministra.
È il tecnocrate che offre ordine, pace e prodigi in cambio di obbedienza, e pretende di prendere il posto di Cristo perché sa risolvere ciò che Cristo si limitava a insegnare. Chi, oggi, governa l’ordine mondiale senza alcun mandato popolare?
Non un vescovo di Roma eletto da un conclave a parlare di dignità e di lavoro. Ma una casta di tecnocrati che vende ordine e sicurezza agli Stati, che promette di risolvere tutto con gli algoritmi, che chiede fiducia cieca nella macchina. Apollonio il mago, oggi, ha un nome commerciale. Si chiama piattaforma. Si chiama Palantir.
In questo schema il Papa è esattamente il rovescio dell’Anticristo. È il resto che rifiuta di adorare il benefattore, che indica la Torre di Babele e dice: questo non è progresso, è idolatria del potere.
Thiel ha citato Solov’ev sperando che nessuno lo leggesse fino in fondo. Ma l’Anticristo che promette pace e benessere e pretende adorazione non porta la tonaca. Porta il portafoglio.
Palazzo Taverna: la messa tridentina per ringraziare Thiel
Che Thiel non sia un cattolico qualunque, e men che meno un cattolico di Papa Leone, non è più materia di supposizioni. Ha un indirizzo preciso. Roma, Palazzo Taverna.
A marzo, li’, si sono tenute le conferenze romane sull’Anticristo, organizzate dall’associazione Gioberti, di chiara origine conservatrice. Non un salotto neutro. Un ambiente che ha una linea, e la rivendica.
Per ringraziare l’ospite, gli organizzatori hanno fatto celebrare una messa di rito tridentino. Non un dettaglio liturgico. Una dichiarazione di campo. La messa in latino è la bandiera dell’integralismo che affonda le radici in monsignor Lefebvre, ostile al Vaticano II e alla Chiesa conciliare.
Ecco perché non serve immaginare da che parte stia Thiel nella guerra interna alla Chiesa. Glielo hanno detto i suoi ospiti, con l’incenso e il latino. Sta con i tridentini. Contro la Chiesa sociale di Leone.
Un conservatore, ma non quello del Papa
Thiel viene raccontato come un libertario. È un’etichetta stretta. È un reazionario colto, cresciuto luterano, plasmato dal pensiero di Rene’ Girard, convinto che la democrazia e la libertà siano ormai in tensione fra loro.
È un conservatore, si’. Ma non del tipo che sta accanto a Papa Leone. È il conservatore che diffida del Papa che parla di dignità del lavoro, di migranti, di pace, di limiti al capitale. Per quella sensibilità un pontefice così non è un alleato. È un avversario in tonaca.
Non a caso il suo protetto politico, il vicepresidente JD Vance, è un cattolico di conversione schierato con l’ala più identitaria e tradizionalista della Chiesa. E il paradosso resta feroce. Un uomo che accusa il Papa di essere l’Anticristo si fa celebrare messe tridentine. Non gli interessa meno Chiesa. Gli interessa un’altra Chiesa. Quella che non gli chiede conto del potere che accumula.
Chi comanda, in questa storia
Per capire da dove vienel’autorità di un uomo che si permette di correggere il Papa in pubblico, bisogna tornare ai tredici uomini fotografati nel 2007 in un ristorante di San Francisco. Quella fotografia è l’atto di nascita del suo potere, e come lo esercita e come lo protegge. Qui il potere è quello di chi costruisce e vende l’infrastruttura dell’IA agli Stati.
Quel potere non vuole avversari legittimi. Vuole avversari squalificati. Un Papa che parla di dignità umana è un avversario troppo autorevole per essere confutato. Meglio ridicolizzarlo davanti a una platea che ride.
La risata di Aspen non è un dettaglio di colore. È il suono di un’elite che ha smesso di sentirsi in obbligo di rispondere. Non replica. Deride. Poi archivia.
Un Papa chiede regole. Un miliardario lo chiama agente della Cina e volto dell’Anticristo, poi si fa cantare una messa in latino. Ma se in questa storia qualcuno somiglia al benefattore senza mandato che vuole governare il mondo, non è chi porta la tonaca. È chi porta il portafoglio.
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Fonte: https://kratologos.it/thiel-attacca-il-papa-anticristo-palantir/ · Romano Dellamore, kratologos.it · Pubblicato il 3 Luglio 2026